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Mamme e sonno nei bambini

Chi tra noi mamme non ha mai lamentato problemi di sonno? E si, lo so che ci siete, mamme fortunate! Perché non tutti i bimbi sono uguali e, seppur rari, esistono quelli che dormono e che da sempre hanno dormito. Fortunati voi genitori!

Io non faccio parte della mamme fortunate, i miei figli si son sempre svegliati e solo crescendo i risvegli sono diminuiti. Adesso Francesco non si sveglia praticamente più, Giulio invece almeno una/due volte, ma prende il seno e si riaddormentata subito. Da un pó dormono entrambi in cameretta, anche se Giulio, dopo il primo risveglio, viene con me nel lettone. La sera si addormentano dopo la favola e la preghierina fatta insieme. Francesco sale su e dorme abbracciato al suo Pempo, un orsetto che gli ho regalato io, dicendo che la notte quando si sentiva solo, poteva abbracciare lui e pensare che mamma e papà erano sempre vicini. Giulio invece per addormentarsi ha ancora bisogno di me e prende il mio latte (di questo ne parleremo nel prossimo articolo).

Sento tanti genitori che, vuoi per stanchezza, vuoi per impegni di ogni genere, vuoi perché pensano di far bene, mettono i figli da soli in cameretta e vanno via. Li mettono dentro la culla e magari spengono pure la luce e li lasciano li a piangere. In questo modo pensano di far bene, credono di insegnare al bambino il modo di addormentarsi da solo, ma in realtà gli stanno solo insegnando l’egoismo, la non empatia… Il piccolo piange fino a non avere più forze e crolla per questo. Il giorno in cui smetterà di piangere non lo farà perché ha imparato, lo farà perché ha capito che i suoi genitori non rispondono al suo bisogno. Si, bisogno! Abbiamo già detto che i bambini piccoli non hanno vizi, hanno bisogni! E, cari genitori, i vostri bambini hanno bisogno di voi. Perché devono imparare ad addormentarsi e a dormire, proprio come imparano a mangiare e a masticare!

I bimbi possono anche avere paura nel farlo. Mi è capitato più di una volta di vedere i miei figli, più piccolini, cadere quasi nel sonno da soli e poi, sobbalzare e piangere. Vi è mai successo? Questo perché, per loro, addormentarsi è un pó come svenire, lasciarsi andare e possono intimorirsi. Devono appunto imparare. Ci avevate mai pensato? Immaginate cosa provano quei bambini lasciati soli a piangere disperati perché “devono imparare a dormire da soli”! I bimbi piccolini poi “soffrono” anche del “riflesso di Moro”, quel movimento in cui allargano e spalancano le braccia e tendono le mani tese, quando si addormentano in posizione supina, oppure quando li mettiamo giù nel lettino o nella culla. Quante volte i neonati si sono svegliati per questo motivo? Hanno poi bisogno di noi, spesso, per tranquillizzarsi e riprendere a dormire.

Può capitare che alcuni bambini soffrano di perturbazioni non patologiche del sonno. In questo gruppo troviamo il pavor noctutnus (terrore notturno) caratterizzato da crisi che possono durare da pochi minuti e 20/30 minuti. Essi si possono presentare uno o più volte e sono caratterizzati dal soggetto che inizia ad urlare spaventato. I genitori lo trovano con il viso paonazzo e con gli occhi spesso sbarrati. Al risveglio il bambino non ricorda nulla. È meglio non svegliare i soggetti durante le crisi. Una volta finita infatti, essi tornano a dormire come se niente fosse. Tutto ciò scompare da solo con la crescita del bambino, ma è meglio mettere a conoscenza il pediatra della situazione. Nella “famiglia” delle perturbazioni non patologiche del sonno possiamo inserire anche il sonnambulismo, il bruxismo (digrignare i denti durante il sonno) e alcune forme di enuresi (bagnare il letto durante il sonno).

Spesso i continui risvegli sono dati da ansie e paure vissute dal bambino. Ciò che possiamo fare è cercare di rassicurarlo e fare in modo che si tranquillizzi. A volte i bambini possono manifestare in questo modo piccoli o grandi malesseri vissuti. È nostro dovere capire cosa succede e agire con prudenza e amore.

Amore si.

E so che i genitori che lasciano i piccoli piangere nel loro lettino pensano di farlo “per il loro bene”. Ma cari mamma e papà, vi sbagliate!

Amore è tenere la loro manina, amore è stringerli in un abbraccio, finché non crollano nel sonno. E lo so che siete stanchi e la sera vorreste godervi un pó di pace! Ma loro non saranno piccoli per sempre, lo sono ora! E se magari vogliono giocare un pó con voi nel letto permetteteglielo! Se vi chiedono l’acqua in continuazione prima di addormentarsi, sappiate che lo fanno per accertarsi che voi siete li per loro!

Ciò che potete fare per aiutarli a rilassarsi è creare una routine. Io noto che i miei figli crollano prima dopo la doccia, è sempre stato così. Alcuni bambini invece sembra che si sveglino. Ogni genitore sa! Ad ogni modo prendetevi del tempo e leggete loro una favola, oppure se sono piccoli cantate loro una canzoncina della buonanotte. Tutto ciò servirà a trasmettere loro il vostro affetto e li aiuterà a lasciarsi andare e ad addormentarsi con più serenità.

Crescere i figli con amore significa farlo nelle grandi cose ma soprattutto nelle piccole. Perché sono proprio le piccole quelle che un giorno ricorderanno come immense!

Sono loro che gli insegneranno il “donarsi agli altri in maniera gratuita”. Sono loro che li formeranno persone empatiche e altruiste.

Coraggio, care mamme, cari genitori, i nostri sacrifici sono e saranno sempre ripagati, perché in fondo ci basta poi vederli crescere bene e felici, per essere felici anche noi, non è vero?

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