Mamme e scelte

Ogni persona fa le sue scelte nella vita. Esse possano essere più o meno dettate dal cuore, ma condizionano la nostra esistenza.

Tutti vorremmo essere liberi di decidere, ma capita a volte di non poterlo fare. Allora cerchiamo di capire qual’è la soluzione migliore, quale sia il modo di affrontare meglio il tutto.

Abbattersi non serve. Possiamo cadere, ma poi dobbiamo tirarci su, lottando per ciò che vogliamo. Tutti, chi più chi meno, facciamo questo, ogni giorno.

Siamo diversi, ma aspiriamo a far bene. E spesso il bene per nostre vite, non coincide con quello degli altri. Ognuno percorre il suo sentiero, ognuno nelle sue scarpe. E non abbiamo una bussola, ma solo una direzione da scoprire: quella che ci indica il cuore.

Eppure, nonostante siamo così diversi tra noi, siamo anche simili nelle emozioni. Tutti proviamo angoscia nel sentirci persi o felicità nel ritrovarci. E nonostante questo, non riusciamo quasi mai a tenere gli occhi fissi nel nostro cammino, provando magari a sostenere con una parola di conforto o con un gesto concreto chi ci sta accanto, ma siamo bravissimi a giudicarlo nelle sue scelte!

Perché a volte, ci ritroviamo a farne di inconsuete. Perché a volte, capiamo che la nostra strada è diversa da quella che gli altri stanno attraversando.

E allora ci sentiamo gli occhi puntati addosso! E allora ci sentiamo piccoli e desiderosi di rinunciare…

Ma perché?

Ma per chi?

Cosa concludiamo?

Nulla!

Nessuno qui tra noi ha la mappa della vita nelle mani. Nessuno può permettersi di giudicare le scelte altrui, soprattutto senza conoscere le motivazioni e aver provato e vissuto al suo posto. Nessuno può comprendere veramente ciò che sente e prova un’altra persona. Possiamo provare ad aiutarla se lo vuole. Ma per quanto empatici potremmo essere, non conosceremo mai davvero fino in fondo l’emozione che sta provando.

Per questo le scelte della vita sono soggettive!

Dovremmo tutti puntare meno il dito.

Dovremmo tutti giudicare meno e amarci di più.

Anche le mamme, giornalmente fanno delle scelte. E da quando lo diventano, non scelgono solo per loro, ma anche e soprattutto per i loro bambini. Nonostante questo, capita spesso che prendano strade e direzioni opposte tra loro.

Non c’è una scelta giusta o sbagliata. Ma ogni direzione condiziona le nostre vite. Ciò che conta è avere il coraggio di farle e poi prendersi la responsabilità di portarle avanti.

E quante volte ci chiediamo se sia quella esatta! Ma la risposta ce la darà la vita stessa. Non certo chi ci giudica!

E anche i nostri figli, un giorno, percorreranno le loro strade. Noi possiamo solo cercare di fare il massimo per offrire loro la giusta guida e il nostro sostegno. Ma potrà accadere di non comprendere le loro decisioni, di non essere d’accordo. Soffriremo si, ma dovremo lasciarli liberi… Il nostro amore non verrà mai meno, ed è proprio per questo che una volta rafforzate le loro ali, avranno da noi il libero arbitrio di volare via.

Perciò ragazzi, donne, uomini, mamme, papà, figli… Seguite i passi che indica il vostro cuore. Ascoltate i consigli di chi vi vuole veramente bene, ma poi prendete le decisioni che vi spettano.

Ci vuole coraggio in questa vita.

Ci vuole perseveranza, forza e grinta ma anche tanta fede e fiducia, per fare le piccole grandi cose di ogni giorno.

Ci vuole pazienza in questa vita, verso gli altri ma anche verso noi stessi.

Ma se imparassimo tutti a non puntare il dito e a non parlare dietro. A non giudicare, ma a tendere la nostra mano, sarebbe un mondo migliore per tutti.

Mamme nel mondo

Nascono dentro noi, crescono dentro noi. Per loro tremiamo e sogniamo, augurando il meglio. Quando pensiamo alla loro vita, la vediamo piena di sogni e sorrisi, bella e amabile, lontana mille miglia da qualsiasi tipo di sofferenza o difficoltà. Eppure, questo non è il mondo, non è la vita vera. Perché, nel momento stesso in cui li mettiamo al mondo, sappiamo che inizia la loro avventura e non sempre quest’ultima sarà in salita, anzi.

Ci riempiamo gli occhi dei loro sorrisi, della loro gioia e mai vorremmo vedere le loro lacrime, ma ahimè, eccole venir fuori, arrivano. E a volte fanno male. Altre volte invece servono a far bene, a far crescere e a migliorare, perché ogni sentimento nuovo è una scoperta per loro, una ripartenza. Eh si, noi mamme vorremmo tanto indicare la via e far in modo che tutto fili dritto e per bene, senza nessun capitombolo ed errore! Ma questa non è la vita vera, ne verrebbe fuori un burattino, un omuncolo senza carattere, incapace di essere se stesso, di essere una persona matura un giorno. E tutto ciò, care mamme, lo dobbiamo tenere bene in mente. Perché è giusto guidarli e tenerli per mano, ma senza camminare davanti. Sono loro quelli che devono imparare, e nel farlo devono poi lasciarsi andare. Sorreggendoli, dobbiamo lasciarli liberi di spiccare il volo. Sostenendoli, dobbiamo permettergli di cadere senza farli fracassare al suolo, ma facendo in modo che imparino ciò che è giusto e sbagliato da soli, vivendolo nella loro pelle.

Che difficile ruolo! Quante volte il nostro cuore si riempirà di sofferenza? Eppure, è questo che ci aspetta, quello a cui andiamo incontro. Parliamoci chiaro: avere un figlio è il miracolo della vita, ma allo stesso tempo ti cambia per sempre. Non vivi più per te stesso ma per lui. Non sei più tu il centro, lui è davanti ad ogni cosa. E per lui, siamo disposti a tutto, anche ad offrire la nostra stessa vita. Ci accingiamo così a percorrere questo viaggio insieme, notando quanto il tempo ci sfugga dalle mani e quanto loro crescano in fretta. Proviamo a godere al meglio dei momenti vissuti e, se in realtà questa vita frenetica che abbiamo intorno, ci fa faticare a trovarli, non ci arrendiamo e non smettiamo mai di cercarli. Nel frattempo proviamo a dar loro il meglio. E, quante volte sbagliamo cercando di far bene? Ma proviamo di nuovo, facendoci guidare dall’amore. Ed è quest’ultimo la parte più vera e importante che cerchiamo di far conoscere, l’insegnamento più grande che dobbiamo lasciare. Il punto più bello e allo stesso tempo più difficile e complicato, il perno di un’esistenza vera. Questo amore che nel mondo scarseggia, questo sentimento che dovrebbe esistere nel cuore di tutti, ma che spesso viene messo di lato, dimenticato.

Eh si, forse questo è il vero problema. Noi insegniamo ai nostri figli la bontà e la misericordia verso gli altri, ma nel mondo tutto questo paga poco o per lo meno così appare. Perché, purtroppo, viviamo in una società dove chi alza di più la voce ed è arrogante viene ascoltato, dove la prepotenza è temuta ma non messa a tacere. Dove, l’educato viene snobbato e il debole spesso preso in giro e maltrattato. E, credo più gli anni passino, più cresca l’indifferenza, i cuori si facciano duri, colmi di prepotenza.

Che bel mondo abbiamo dinnanzi! Questa è la verità, questo è ciò che si prospetta davanti ai nostri figli!

E allora cosa fare? Come possiamo fare in modo di farli crescere sereni in questa vita nonostante le difficoltà?

La mia risposta è : amando. Si amando.

Accettando qualsiasi ostacolo ci si pone dinnanzi, con forza e determinazione. Conoscendo prima di tutto i nostri limiti e poi quelli degli altri. Rendendoci conto che, chi abbiamo davanti può farci del male solo se glielo permettiamo e che, in realtà stiamo tutti camminando e percorrendo la stessa via, anche quando non ce ne rendiamo conto.

E, nonostante vorremmo solo fare in modo che i nostri figli non soffrano mai e non incontrino ostacoli durante il loro cammino, sappiamo che arriverà la caduta a farci preoccupare. Arriverà il bullo , arriverà il prepotente a farli piangere e a farci angustiare. Ma non per questo dobbiamo lasciarci andare e distruggere ciò che di buono abbiamo fatto in modo di creare.

Perché, nonostante all’apparenza e sul momento, può sembrarci di andar giù e di soccombere alla cattiveria, sono convinta che l’amore paga sempre, e lo fa al momento opportuno.

Figli miei, vorrei tanto vedervi vivere una vita felice e piena di gioie e, per farlo, vi insegnerò che il vero e unico modo è quello di avere sempre il cuore puro e la coscienza pulita. Non fatevi mai ingannare dalle facili strade piene di potere: il vero scopo deve essere sempre e soltanto ciò che detta l’amore. Solo così potrete vivere una vita veramente degna di essere vissuta.

Con amore

mamma

Mamme nel mondo
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Mamme e spannolinamento

Ogni tappa, ogni traguardo nuovo per i nostri bimbi è una vittoria e una conquista ed è motivo di crescita. Ma forzare queste tappe non fa bene ne al bambino, che si potrà sentire pressato, stressato e nervoso e ne al genitore, che ne sarà deluso e inquieto. Ogni bambino è a se ed ha i suoi tempi: noi possiamo solo star lì a guidarli e a sostenerli.

Uno dei momenti importanti della crescita di un bambino è il momento dello spannolinamento. In genere, se non ci sono difficoltà, ciò accade all’incirca entro il terzo anno di età, ma non c’è un’età stabilita. Notiamo, ad un certo punto, che il bambino inizia a controllare gli sfinteri e ci rende partecipi, nel momento in cui arriva lo stimolo, del suo bisogno. Inoltre, appare interessato alle nostre abitudini da grandi. Sta al genitore, accogliere e cogliere il momento, per aiutarlo e accompagnarlo a compiere il grande passo.

In genere si preferisce togliere il pannolino d’estate, in quanto il bambino ha pochi vestiti addosso, ma nessuno vieta di farlo d’inverno se ci si sente pronti e soprattutto se il bambino da segnali positivi e interessati verso questo passo.

Per tanto, ho raccolto per voi alcuni buoni consigli che potrebbero aiutarvi:

  • Iniziate quando percepite il bambino abbastanza pronto, quando lo vedete sereno nell’affrontare il cambiamento.
  • Voi stesse dovete essere pronte e armate di tanta, tanta pazienza.
  • Fatelo da subito sembrare come un gioco, ma non un gioco a premi. Gioite con lui ad ogni vittoria, ma il suo “premio” deve essere la gioia di avercela fatta, non un gioco o una caramella.
  • Mettetelo da subito nella condizione di essere autonomo. Usate un riduttore con scaletta o uno sgabello sotto, in modo che possa sedersi da solo e che diminuisca quella sensazione di vuoto che il bambino può provare ( se il riduttore ha i manici il bambino si sentirà più sicuro).
  • Se preferite potete usare un vasino, ma è consigliabile usare direttamente il wc.
  • Parlatene tanto e mostratevi sereni anche di fronte agli sbagli: non lo rimproverate ma fate notare cosa è successo. Tranquillizzatelo e incoraggiatelo a fare bene la prossima volta.
  • Servitevi dell’imitazione. Mostrate il vostro esempio e se esiste un fratello o una sorella maggiore coinvolgeteli, fatevi aiutare.
  • Mettetelo fin da subito nella posizione di provare ad attuare i vari passaggi:
    • spogliarsi
    • salire e sedersi nel wc (o nel vasino)
    • asciugarsi
    • rivestirsi
    • lavarsi le mani
  • Se vi rendete conto che il bambino non ha ancora il controllo degli sfinteri, non lo forzate. Semplicemente, lasciate perdere per il momento.

I miei figli hanno raggiunto questa tappa nell’estate del terzo anno di età. Ho notato la capacità di riconoscere lo stimolo ma la paura del cambiamento. Cosa ho fatto? Non ho insistito. Avevamo scelto insieme di provare a mettere le mutandine e insieme abbiamo deciso di sospendere le prove. Per entrambi, ho notato quanto questo passo indietro li ha rafforzati, dando coraggio e fiducia in loro stessi. Quando poi abbiamo deciso di riprovarci, erano veramente pronti! Ho seguito il mio istinto di mamma provando ad ascoltare mio figlio e alla fine ho avuto la stessa esperienza con tre anni di differenza!

Accade spesso che i bimbi abbiano maggiore difficoltà con la pupù, perché subentra forte quella sensazione di paura di cadere giù nel wc. Noi, abbiamo risolto piano piano con pazienza e determinazione ma soprattutto tanto amore. In ogni piccolo grande passo è questo ciò di cui hanno bisogno!

Giulio è stato aiutato e stimolato tantissimo dall’imitazione del fratello maggiore. Ma entrambi, come tutti i bambini, hanno imparato a fare una cosa nuova. Perché, per ogni tappa corrisponde ad una novità per loro ed è normale che abbiano paura! Succede a noi adulti, immagiate a dei bambini!

Per superarla, basta un gioco, una manina stretta, un abbraccio. E piano piano passa.

E anche questa è fatta.

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Mamma ti sfido

Quando ero piccola mio padre ripeteva sempre una frase che mi è rimasta impressa: “Figli piccoli, problemi piccoli. Figli grandi, problemi grandi.” Solo ora che sono mamma inizio a capirne davvero il significato!

Arriva per tutti, quel momento in cui, il proprio figlio o la propria figlia (che sta crescendo e che inizia ad avere sempre più coscienza del proprio Io) prova “fin dove può giungere la sua determinazione”, a discapito magari di ciò che il genitore in quel momento sta negando. Così un bambino, che magari poco prima accettava più facilmente un rifiuto, ora si impunta e arriva a determinare la sua richiesta nel modo in cui in quel momento gli viene più facile o diretto. Naturalmente non sempre sono modi consoni o tranquilli, ma lui, deve ancora imparare. Quello che sa, è che vuole quella cosa e prova a pretenderla in ogni modo. Ed ecco che, il genitore, si trova in difficoltà, ed accade spesso che, prenda strade e decisioni sbagliate, che sul momento possono sembrare giuste e facili, ma che non aiutano il bambino nella sua corretta crescita.

Nella mia esperienza di mamma, noto, come i miei figli, caratterialmente diversi, attraversino le varie fasi dello sviluppo. E, proprio la diversità che li contraddistingue, mi porta a cercare di trovare il giusto approccio specifico per ognuno di loro. Cosicchè, la fase del momento, può essere la stessa, ma il modo di affrontarlo diverso. Ecco perché, ogni genitore, che conosce bene il proprio figlio, deve imparare a cercare l’approccio giusto. Ciò che generalizza il metodo , però, è sicuramente, la ricerca del dialogo costruttivo e la pazienza ( tanto spesso agognata) da parte nostra.

Ed ecco che, nostro figlio, pretende quella cosa che noi stiamo negando, usando i mezzi che ha a disposizione, provando per l’appunto ad usarli tutti. Ci ritroviamo davanti un bambino che urla arrabbiato, magari violento. E non importa se siamo a casa, o al supermercato o tra amici, la situazione si presenta all’improvviso e noi dobbiamo risolverla. In quel momento ci troviamo davanti tre scelte:

  • Usare le maniere forti
  • Dare ciò che si vuole se è possibile, anche se si è contrari
  • Provare a gestire la situazione con il dialogo o a distrarlo se troppo piccolo

In genere, le prime due vie, sono le più facili e spesso le più percorse. Anche perché, ci troviamo in una società che spesso non appoggia i genitori e che vorrebbe i bambini tutti perfetti e omologati. In questo modo la madre o il padre si sentono in difetto, e attuano soluzioni veloci e senza riflettere, per bloccare il comportamento sbagliato del momento. Oppure, presi dai loro impegni, che magari non permettono perdite di tempo, cedono facilmente. Tutto questo, risolve temporaneamente il problema , ma non aiuta il figlio nella crescita e lo conduce in un direzione sbagliata: la situazione si ripresenterà quanto prima!

Ma allora come procedere?

La prima cosa importante, da fare assolutamente, è il lavoro sui noi stessi. Dobbiamo essere pronti a gestire la nostra frustrazione del momento e anche la rabbia che può far capolino. Perché entrambi sono sentimenti ed emozioni che proviamo. Ciò che dobbiamo fare, è usarle per risolvere il problema nel modo giusto. Noi, da adulti, provando a fare tutto ciò, diamo il buon esempio e, abbiamo già fatto metà del lavoro.

Lo so che non è facile e, detto tra noi, non sempre ci si riesce , ma, per il bene dei nostri figli e per la loro giusta crescita, è ciò che dobbiamo impegnarci a fare. E’ ciò che veramente ci serve e ci servirà a gestire tutto. Che poi, in realtà serve a gestire meglio ogni situazione che ci presenti la vita!

Ciò che veramente dobbiamo insegnare a i nostri figli, è che le emozioni fanno parte di noi! Che è normale provarle. Loro, piccoli, non riescono ancora a gestirle. Dobbiamo essere noi, a provare a indirizzarli.

Iniziamo innanzitutto a cercare di riconoscerle. Chiediamo al bambino se si sente arrabbiato e non neghiamogli questo sentimento. Aiutiamolo a capire che è giusto che lui si senta così e che ci dispiace che ne soffra. Proviamo, attraverso parole semplici a costruire un dialogo. Ascoltiamolo e accettiamolo nelle sue emozioni. Cerchiamo di confrontarle con le nostre e, in maniera pacata, ma decisa, cerchiamo, guardandolo negli occhi, di farlo sentire accolto.

“La mamma è qui con te”

“Lo so che in questo momento sei molto arrabbiato”

“Ti capisco”

“Troviamo insieme una soluzione”

“Mi dispiace che stai soffrendo”

Sono esempi di frasi che, possono aiutarci a metterci nella giusta posizione di approccio. A metterci in contatto con il bambino per iniziare, con lui e per lui, un dialogo costruttivo. Non pensiamo che, dire sempre di si o dire sempre di no, faccia di noi buoni o cattivi genitori. Genitori lo si diventa e genitore si cresce!

Quando il nostro bambino proverà a sfidarci, ad andare contro di noi, fisicamente o verbalmente, cerchiamo di pensare prima di agire o di parlare. Cerchiamo, se possibile, di essere da soli, o comunque, di calarci alla sua altezza per guardarlo bene negli occhi. Cerchiamo di approcciarci a lui con voce e sguardo decisi e allo stesso tempo accoglienti. Facciamo attenzione anche ai nostri movimenti. Cerchiamo di mantenere la calma, anche se dall’altra parte troviamo un muro. Spieghiamo, dopo averlo ascoltato, le nostre motivazioni e proviamo a trovare insieme delle soluzioni. Se il momento non permette tutto questo, cerchiamo di trovare una soluzione che plachi momentaneamente il tutto, affrontando però il discorso appena possibile.

I bambini imparano da ogni piccola o grande esperienza che vivono. Sono come delle piccole piantine, sta a noi innaffiarle e farle crescere bene. Se occorre, bisogna raddrizzarle, altrimenti, con l’andar del tempo, crescono storte e possono anche spezzarsi…

Se il bambino è molto piccolo e non possiamo affrontare bene un dialogo, cerchiamo di rimanere saldi nelle nostre posizioni ma di farlo sentire accolto dal nostro affetto. Prontiamoci però a distrarlo attirando la sua attenzione su qualcos’altro.

Più i miei bambini crescono e più mi rendo conto di quanto la pratica sia difficilissima spesso da attuare. Ma io ci provo, mi sforzo, ogni giorno. E non lo faccio per me, ma per loro, per il loro futuro.

Per gli uomini che un giorno saranno.

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Mamme e litigi

Spesso mi viene chiesto:- Ma i tuoi figli litigano? La mia risposta è sempre uguale:- Ma certo che litigano! Ma conoscete fratelli che non litigano? Soprattutto quando sono vicini di età, è ancora più facile. Ma accade anche quando sono lontani! Eppure, dovete sapere, che le relazioni con i fratelli sono le prime che li proiettano nella società, nel saper rapportarsi con gli altri, nelle cosiddette relazioni interpersonali. In questi primi “scambi di opinioni”, diciamo così, i nostri piccoli, imparano che ogni loro azione può avere, ed ha, una conseguenza, che ogni gesto, può non essere e non è, fine a se stesso. Imparano altresì il rispetto e l’amore vero, gratuito, puro.

Ma perché questo accada, dietro ci deve essere una guida. E la loro prima guida, siamo proprio noi genitori!

I miei bambini, adesso, hanno 3 e 6 anni. Sono in un’età in cui giocano sempre insieme, in cui dividono tutto, ma in cui litigano anche tantissimo, in continuazione! Anche per una sciocchezza! Credo, litigherebbero anche per qualcosa di invisibile!

So quanto è frustrante per un genitore stare sempre li a sentirli urlare e piangere ad ogni minuto. Quei momenti di gioco tranquillo si trasformano dopo poco in esaurimento generale!

Ebbene, ben vengano questi momenti! Da questi loro imparano, imparano la vita!

Adesso che Giulio è un pò più grande e riesce ad esprimersi abbastanza bene, io non intervengo, almeno non subito. Lascio prima che se la discutano da soli. Se vedo che la situazione degenera, sono li.

Non voglio assolutamente che si alzino le mani, ripeto sempre che si parla con la bocca e che siamo ad un metro di distanza e non c’è bisogno di urlare. Ma loro, piccoli come sono, spesso faticano a gestire la situazione, altre volte mi sorprendono.

Cerco soprattutto di spiegare a Francesco, che essendo più grande riesce a capire meglio e può gestire più facilmente le emozioni. Anche se, diciamola tutta, noi adulti riusciamo sempre a farlo? Quante volte ci lasciamo andare e sbagliamo? Quante volte siamo loro di cattivo esempio? Se ci ricordassimo sempre che il buon esempio è il primo insegnante…!

Per loro, piccoli, è tutto più difficile. Stanno ancora scoprendo se stessi e il mondo! E, anche il modo in cui ci approcciamo nel gestire la loro situazione litigio, fa la differenza.

Cerchiamo noi stessi di mantenere la calma e, proviamo, quanto più è possibile, di portarli al dialogo. So quanto può essere pesante e quanto tutto ciò si ripeta ogni volta. Ma ricordiamoci che la prima educazione si vive a casa, tra le mura domestiche!

Noi genitori, stiamo plasmando i nosti figli e il loro domani! Per quanto il carattere possa orientarli, loro sono il risultato, prima di tutto, di questo!

Ed ecco, care mamme e cari papà, che entra in gioco la nostra tanta agognata PAZIENZA ( leggi se ti va anche Mamme e pazienza)! Perché spesso, lo so, senza di lei non possiamo far nulla. E quante volte essa scappa! Lo so, siamo umani! Ma non dobbiamo giustificare il nostro comportamento sbagliato e nasconderci dietro un dito , siamo adulti! È nostra responsabilità dirigere al meglio le nostre azioni, o perlomeno cercare di farlo, ogni giorno.

Spesso, in certi momenti di forte tensione, può venire in nostro aiuto, persino un abbraccio. Anzi, come mi capita spesso, a volte è proprio questo che serve, di cui hanno bisogno. Unito naturalmente, poi, alle parole giuste per spiegare lo sbaglio, per coreggere l’errore.

E non pensate che la cosa abbia un fine! Non lo avrà mai! I fratelli litigheranno sempre, anche da grandi se è possibile! Ma ciò che farà la differenza, sarà il modo in cui sono stati cresciuti.

Ben vengano i litigi quando fanno crescere, quando portano a maturare! Quando insegnano che gestendo le cose con amore, si diventa saggi e buoni, veri donne e uomini di cuore!

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Mamme e amore fraterno

Mentre aspettavo Giulio, cercavo spesso di preparare Francesco al suo arrivo. Sapevo che, non riusciva a comprendere veramente fino in fondo, ma cercavo di raccontargli tutto come una favola da vivere ancora.

Quando Giulio è nato, all’inizio è accaduto ciò che temevo.

Avevo appena riabbracciato Francesco dopo aver partorito, lui si era appena svegliato ed era felice di trovarsi finalmente tra le mie braccia, quando dalla porta della camera entrò l’infermiera con la culletta: dentro c’era Giulio. Piangeva perché aveva fame. Allora mi feci aiutare a prenderlo in braccio e lo attaccai al seno da un lato, subito Giulio iniziò a mangiare e si calmò. Francesco invece iniziò a dire: “no no no” ! Aveva capito perfettamente che quello era suo fratello e che stava prendendo il latte della mamma anche lui, come gli avevo spiegato tante volte (vedi articolo Mamme e allattamento). Io subito con l’altro braccio cercai di attaccare Francesco, lui lo fece e si calmò. Aveva quasi tre anni.

Si, come ho raccontato nell’articolo sull’allattamento, quest’ultimo mi aiutò tantissimo, soprattutto all’inizio, con la gelosia ( vedi anche l’articolo Mamme e gelosie).

Ma Francesco all’inizio non voleva nemmeno guardare o toccare Giulio!

A casa, come ho già raccontato, con pazienza e amore sono riuscita quasi subito a recuperare il nostro rapporto, ma il loro, è nato piano piano.

All’inizio Francesco lo ignorava, poi piano piano ha iniziato ad avvicinarsi a lui.

Giulio invece lo ha amato fin da subito e già da piccolino non gli toglieva gli occhi di dosso! Le sue prime risate sono state per lui ed è lì che è iniziato il loro rapporto.

Ma in realtà, anche se, prima di questo, Francesco non si avvicinava più di tanto a lui, se qualcuno gli diceva che voleva portarsi il fratellino (qui è quasi un’usanza dirlo!) lui si arrabbiava tantissimo, non voleva assolutamente, diceva che Giulio era della mamma, come lui.

La parte più bella è iniziata quando Giulio ha iniziato ad interagire.

Ricordo Francesco davanti alla dondolina che lo faceva ridere e Giulio che moriva dalle risate!

Piano piano iniziarono a giocare insieme, anche se Francesco si lamentava perché Giulio non giocava come voleva lui. Io spiegavo che era ancora piccolo, ma che sarebbe cresciuto e sarebbe diventato il suo compagno di giochi preferito.

È stato un crescendo: più Giulio interagiva, più loro giocavano insieme e si legavano.

Li guardo ora. Sono inseparabili! Uniti più che mai! Complici in tutto!

Non riuscirebbero più a vivere l’uno senza l’altro e il loro pensiero è sempre l’uno per l’altro.

Come quando si salutano al mattino appena svegli abbracciandosi, come quando si stringono quando si rivedono dopo un pò, come quando si sdraiano vicini vicini mentre guardano un cartone (ho foto di loro piccolini nella stessa poltroncina stretti stretti!) Che gioia per una mamma vederli così!

E, figli miei, quanto spero lo siate sempre!

Perché un fratello è un compagno, una spalla, un amico per la vita! Non c’è amore più puro, vero e sincero!

Essere fratelli, avere dei fratelli è veramente il regalo più grande!

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Mamma l’amore si moltiplica

Care mamme, io ricordo ancora la gioia nel sapere di aspettare un altro bimbo e subito dopo l’avvento della paura…

Avevamo cercato un altro bambino, un fratellino o una sorellina, ma poi, quando è arrivato, guardando Francesco, mi era sembrato ancora così piccolo! Così bisognoso di me!

Ero in cucina e ricordo di essere scoppiata a piangere! Ho pensato di avere fatto una sciocchezza, mi sono sentita in colpa! Ho pensato che dovevamo aspettare ancora, che il mio piccolo avrebbe sofferto.

Ho pensato a quanto fino a quel momento Francesco fosse al centro dei nostri pensieri. A tutti quei momenti unici che passavamo e che magari non ci sarebbero stati mai più.

Ho chiamato mia madre. Tra i singhiozzi le ho detto tutto e lei mi ha subito tranquillizzata con le sue parole.

Mi ha detto che stavo sbagliando e che anzi stavamo per fare a Francesco il più bel regalo che un bambino potesse desiderare!

Io sapevo, conoscevo questa “cosa” dell’amore che si moltiplica. Ma non l’avevo ancora provata!

E, come accade a tutte, mi chiedevo, come avrei potuto amare quanto amavo già Francesco? In quei momenti non riuscivo a capirlo veramente.

Nel frattempo il pancione cresceva e mille emozioni arrivavano. Unite a mille paure su come sarebbe andata. Il mio primo pensiero era sempre Francesco.

Cara mamma, che aspetti il tuo bambino e stringi tra la braccia il fratellino o la sorellina maggiore. Non temere! Davvero il nostro cuore è così grande da allargarsi per fare spazio al nuovo nato, senza togliere un briciolo al primo!

Esattamente e quasi magicamente il nostro cuore, anziché dividersi, si moltiplica, si allarga, si espande. C’è posto per entrambi senza nulla togliere a nessuno dei due!

Li amerai allo stesso modo!

E questo accadrà ogni volta!

Mi piace vedere l’amore di una mamma, come lo specchio dell’Amore di Dio. Lui ci Ama tutti e allo stesso identico modo. Così accade a noi mamme.

Nel momento in cui il bambino che portiamo in grembo viene al mondo, ecco, ci innamoriamo nuovamente e perdutamente! Ma allo stesso tempo rimane l’amore per l’altro o per gli altri.

Muta ma non cambia! Non è un prodigio tutto questo?

Quanto è grande il cuore di una mamma!

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Mamme non è una gara

“Ma che bel bambino, ma parla?” ” Ma come ancora non parla?” Ma cammina?” ” Eh! Mio figlio alla sua età già correva! E quanto parlava!”….. “Ma sai che hai ragione! Ma perché il mio ancora non lo fa?…” Ed ecco, tremila complessi. Che ansia! Si l’ansia! A volte, noi mamme, riusciamo solo a farci venire l’ansia a vicenda! E i confronti fra mamme, spesso si riducono proprio in questo : in una gara a chi ha il figlio più avanti! E chi non lo ha, si fa venire le paura più impensabili o i sensi di colpa più assurdi, perché pensa che il proprio figlio è… indietro!

Care mamme, ma cos’è questa gara? Di cosa stiamo parlando? I nostri piccoli, che noi stessi abbiamo messo al mondo, sono degli esseri unici e irripetibili, come unici e irripetibili sono le strade delle loro vite.

Ogni bambino ha il suo percorso, durante il quale, cresce e sviluppa le conoscenze e le capacità che gli occorrono. Senza fretta, esplora l’ambiente che gli circonda e tramite le esperienze che ogni giorno fa, raggiunge i suoi traguardi. Ma tutto questo lo fa anche e soprattutto cadendo, compiendo degli errori! È proprio così che impara il giusto modo!

Esistono dei bambini che camminano prima, altri che parlano prima. Crescendo, esistono quelli che imparano più velocemente a leggere, altri che sono bravi nel disegno o in matematica. Ogni bambino è a se!

E tutto questo da quando nasce a quando cresce e diventa adulto. Ogni uomo o donna è a se!

Ecco perché, fare paragoni tra i bambini non ha senso!

Non ha senso farli nemmeno fra fratelli! Veramente, ogni persona è a se in tutto e per tutto!

Perciò, care mamme, non paragonate i vostri piccoli ad altri!

Se vostro figlio è più grande o più piccolo, se ancora non cammina o non parla, se vuole la vostra vicinanza o non è ancora pronto per compiere o fare qualcosa di importante delle tappe della sua vita, non mettetegli fretta! Abbiate la capacità, la pazienza, la scaltrezza, l’intuito di capire che arriverà il suo momento, e che magari non è ancora quello presente.

Non mettetegli fretta, potreste avere un risultato disastroso. Fidatevi, invece, di loro! Essi, sentono la vostra fiducia, come sentono e percepiscono le vostre paure, che al contrario non fanno altro che intimorirli e inibirli!

I nostri figli, non sono trofei da esibire quando ci fa comodo e da nascondere se la cosa non ci garba! I nostri figli sono comete che brillano, ma ognuno con il suo percorso! Nostro compito è guidarli e aiutarli nel loro cammino sostenendoli e amandoli.

E, se qualcuno vi chiede? “Ma come? Ancora non fa questo? Ancora non fa quest’altro?” Diteglielo pure che i bambini non sono robot programmati per far tutti la stessa cosa e insieme!

Siamo tutti diversi e la vita non è una gara.

È una strada, un viaggio, pieno di tanti meravigliosi traguardi da scoprire.

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Mamma aiutami a fare da solo

Quante volte noi mamme, durante la crescita dei nostri figli, ci siamo trovate di fronte ad un bivio. Da un lato l’istinto innato in noi di aiutarli, anche nelle piccole cose di ogni giorno, dall’altro il desiderio di vederli fare da soli.

“Aiutiamoli a fare da soli” è il concetto principale che riassume la teoria di Maria Montessori, grande figura della pedagogia Italiana e mondiale. Lei istinteva sul “Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di potere avere successo”. Tutto questo perché impari, fin da piccolo, ad essere autonomo, in modo che da adulto, possa non trovarsi in difficoltà.

Durante la mia esperienza di mamma, più volte mi sono scontrata con tutto questo. Ho studiato per anni le teorie Montessoriane, le conosco bene, ma viverle nella pratica e soprattutto viverle da mamma, non è la stessa cosa! Noi mamme, abbiamo l’istinto innato di proteggerli e a volte questo ci porta a sbagliare. Quante volte da figli ci siamo ritrovati a pretendere la nostra indipendenza, non sapendo com’è trovarsi dall’altra parte? Solo quando diventiamo noi stessi genitori, ce ne rendiamo conto!

Eppure, nonostante tutto, certe cose è bene tenerle sempre in mente! Tutta la nostra vita è una scuola e ciò che impariamo da figli ci può e ci deve servire per quando saremo noi stessi genitori.

Perché si, fare il genitore è veramente il lavoro più difficile del mondo! E, anche se la teoria e le esperienze possono venirci incontro, poi nella pratica, sta a noi!

Io penso che, nessuno di noi è esantato dagli sbagli. Possiamo conoscere e studiare, ma poi, ogni giorno, davanti ai nostri bambini, costruiamo la vita!

E ogni giorno, dobbiamo sforzarci di ricordare che, anche se vorremmo sempre indicare loro la via per ogni cosa, loro devono poter crescere e poter fare le le loro esperienze. Perché sbagliando impareranno, cadendo si rialzeranno! Noi possiamo e dobbiamo star li accanto a loro, pronti a tendere la mano al primo bisogno di aiuto, ma senza mai limitarli. Tutto ciò fin dall’inizio.

Fin da piccolo, infatti, il bambino, inizia ad esplorare il mondo e tutto questo è importantissimo per la sua crescita! Un genitore impaurito, non fa altro che trasmettere questa emozione negativa al bambino e limitarlo nel suo apprendimento! Con questo non voglio dire che dobbiamo lasciarli andare senza problemi e senza attenzionarli! Ma dobbiamo lasciare loro i giusti spazi! E questo vale in ogni tappa della loro crescita, in ogni piccola o grande esperienza di ogni giorno!

Solo così il bambino potrà crescere libero e autonomo!

Care mamme, adesso che sono mamma anche io, so quanto spesso tutto questo non è semplice!

Dallo svezzamento e quindi dal momento in cui iniziano a mangiare. Da quando iniziano a fare i primi passi, a quando iniziano a correre in bicicletta. Dallo svolgere un compito quotidiano come vestirsi, a risolvere un problema più o meno grave… Quanto ci pesa a volte non intervenire subito se li vediamo in difficoltà! Siamo mamme, siamo genitori ed è normale!

Ma è giusto comprendere che, se vogliamo il loro bene (ed è questo che ci interessa veramente), ciò che il nostro compito ci impone è di guidarli nella crescita, ma mai di sostituirci a loro!

Un genitore che si vede un figlio adulto e sano che continua a dipendere in tutto e per tutto da lui, ha fallito la sua missione!

Siamo qui per crescerli con amore, siamo qui per guidarli, per poi lasciarli volare!

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La stanchezza delle mamme

Quel momento in cui senti di crollare e di non farcela. Quel momento in cui senti che le forze ti stanno abbandonando e invece persisti e rimani li. Quel momento in cui ti sembra che nessuno capisca la tua stanchezza… C’è una frase che tutte le mamme dicono:- Ma come facevo prima di diventare mamma a lamentarmi? – Chi non l’ha detta?

Eppure rimaniamo li, sempre, persistiamo con tutte le nostre forze e lo facciamo per amore.

Tutte le mamme, lavoratrici e non, abbiamo momenti di stanchezza. E spesso arriviamo stremate a fine giornata! O a volte iniziamo la giornata sperando che fisisca presto per poter riposare. Sperando che la notte i nostri piccoli ci facciano dormire!

Si, perché spesso la notte soprattutto se si hanno bambini piccoli non si dorme e la mattina si è più stanchi della sera prima!

Cara mamme, quante volte ci diamo addosso tra noi e ci giudichiamo a vicenda per qualsiasi motivo? Oppure, ci sentiamo criticare da chi ci circonda?

Ed ecco che, se rimaniamo a casa ci sentiamo dire che siamo delle sfaticate e mantenute. Se andiamo a lavorare, che non ci prendiamo cura abbastanza dei nostri figli. Se allattiamo, ci sentiamo dire che siamo morbose e i nostri figli viziati, se diamo il biberon che ce ne freghiamo dei loro bisogni.

E quante volte, soprattutto in quei momenti in cui ci sentiamo stremate, vorremmo gridare che siamo stanche?

Quante volte avremmo voluto che, quelle persone che ci parlano male dietro, vedessero invece il nostro impegno e tutto ciò che stiamo provando e passando in quel momento? Quante volte non ci sentiamo capite?

La verità è che, tutte le mamme, lavoratrici e non, facciamo i salti mortali! Perciò dovremmo smetterla prima noi stesse di darci addosso! Anzi, dovremmo essere solidali tra noi! Qualsiasi scelta facciamo! E poi, dovremmo veramente fregarcene di chi ci critica, perché queste persone ci saranno sempre, purtroppo.

Noi mamme agiamo sempre cercando di fare le giuste scelte per i nostri bambini, per noi e per la nostra famiglia. E nessuno può giudicare le scelte di una mamma, soprattutto senza conoscere la situazione in prima persona!

Dovremmo cercare di creare una rete di sostegno tra noi! In cui ogni mamma possa non sentirsi mai sola!

Essere mamma è stancante! A volte veramente tanto. Ma è ciò che appaga e riempie di più il cuore al mondo! Un figlio ti svuota dentro, ma ti regala la vita. Una nuova vita. Un figlio ti fa scoprire cos’è il vero amore. Quell’ amore per cui daresti la tua stessa vita!

Care mamme, sosteniamoci a vicenda e quando capiamo di essere troppo stanche non esitiamo a chiedere aiuto! Ricordiamoci sempre, in qualsiasi momento che non siamo sole. C’è sempre una mano tesa versa di noi!

Cara mamma che sei stanca, che hai bisogno anche solo di sfogarti, io ti tendo la mia.

Se vuoi, sono qui.

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Mamme routine e organizzazione

Credo che una delle primissime cose di cui una mamma si rende subito conto di dovere cercare di avere, subito dopo il rientro a casa dal parto, è proprio lei: l’organizzazione!

Quando diventi mamma vieni catapultata in nuovi ritmi e orari, in nuovi bisogni, in una nuova vita. È normale sentirsi persi e disorganizzati soprattutto all’inizio. Genitori e bambino devono conoscersi e, soprattutto se nella famiglia ci sono altri fratelli o sorelle, i ritmi familiari vengono stravolti. Perché un neonato porta gioia e amore, ma porta anche nuovi cambiamenti nella vita di tutti.

Non serve a nulla perdere la pazienza e cercare di rincorrere il possibile. Ciò che una mamma capisce di dover subito fare è proprio di organizzarsi, di cercare per quanto è possibile di suddividere i momenti e i compiti e di creare una routine. Tutto ciò non serve solo a gestire bene i tempi di tutti, ma a cercare di creare un’abitudine che aiuterà non poco con i bambini.

Perché, dovete sapere che i bambini sono abitudinari. A loro piace fare le stesse cose, allo stesso modo. Creare loro una routine da loro serenità, senso di protezione e tranquillità.

Ma, tutto questo all’inizio non è per niente facile! Non vi nego che all’inizio regna a dir poco il caos! E nonostante questo è tutto normale, si! Ciò che è bene fare è quello di cercare di avere, quanto più possibile, dei pasti pronti, magari già cucinati. È bene cercare di dividersi i compiti e allo stesso tempo di riposare quanto più possibile (so quanto è difficile soprattutto se si hanno più bambini!) per evitare di crollare. È bene anche chiedere aiuto se si ha bisogno e se si ha la possibilità di averlo.

Con il passare del tempo i bambini hanno nuove esigenze e, soprattutto se hanno età lontane tra loro, può diventar difficile gestire bene tutto. Ecco che l’organizzazione gioca la sua importantissima carta. Si, senza lei regnerà il caos sicuro!

Ogni famiglia è a se e ogni mamma deve capire come organizzarsi al meglio!

Quando i miei figli erano piccoli, soprattutto quando era piccolo Francesco e Giulio non c’era ancora, io non mi rendevo conto di quanto importante fosse la routine nei bambini. Ricordo una mia amica mamma che lo diceva sempre a me e ad altre amiche! Io ci provavo, ma non più di tanto. Quando Francesco iniziò a crescere mi resi conto di quanto avesse ragione!

La routine è importantissima nei bambini! Loro non capiscono la quantità del tempo e non avendola si sentono persi, nervosi.

Ora, io non sono bravissima eh! Non sono la mamma perfetta che fa coincidere sempre tutto, tutt’altro! Devo ancora imparare bene e di imparare non si finisce mai! Ma ci provo sempre.

Con dei bambini piccoli poi i programmi vanno spesso in fumo, i nostri progetti saltano in aria quasi sempre, lo so. Ma almeno provo in generale ad avere una certa linea nel fare le cose soprattutto nei momenti centrali e importanti della giornata.

Non si tratta di avere orari rigidi, ma di cercare di fare suppergiù le cose allo stesso modo. Così un bambino dopo pranzo sa che è ora del riposino e dopo cena sa che è ora della nanna.

Ogni mamma poi si rende conto di quale routine sia meglio creare. Soprattutto, ad esempio, proprio per andare a letto. Ci sono bambini che dormono meglio dopo il bagnetto serale, altri invece che si svegliano! Ciò che importa è creare un momento che si ripeta. Che dia loro modo di capire che adesso è ora di rilassarsi perché si deve dormire.

Questo può essere “la cena, il bagnetto e la favola” , oppure “il bagnetto, la cena e la favola” o altro. Ciò che importa è cercare di fare la stesse cose ripetute. Loro ne sono felici.

E noi mamme ne trarremo sicuramente benefici!

Ma, se organizzarsi con loro non è semplice (anche perché già senza loro nella vita gli imprevisti sono all’ordine del giorno) , ciò che non deve mancare mai nella nostra mente è la frase “non mollare”!

Non mollate mai mamme, tutte le volte che cadete rialzatevi fiere. Se capiamo che qualcosa non va, modifichiamola, cerchiamo di farla in un altro modo, finché troviamo il modo giusto. E cerchiamo di aver pazienza, prima di tutto con noi stesse!

Siamo umane e siamo limitate, ma siamo guidate da un qualcosa di forte e intramontabile, illimitato: l’amore!

E l’amore per i nostri figli è e sarà sempre immenso.

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Mamma prenditi cura di te

Quando una mamma sta per nascere, porta con sé tantissime idee e progetti. Ma è quando lo diventa davvero che si rende conto di quanto spesso sia difficile conciliare il tutto e portarlo a termine. Ed ecco che buttarsi giù è facile e purtroppo ci vuole un attimo a dar per scontato di dover lasciar perdere.

Ci sono passata anch’io…

Prima di diventare mamma avevo in mente mille progetti per me. Curavo attentamente la mia persona dentro e fuori. Sognavo e volevo riuscire in tutto. Poi sono diventata mamma e il mio mondo è cambiato. Il mio bambino mi ha completamente assorbita, il mio essere mamma avvolta.

Diventar mamma è meraviglioso, niente è più bello e ti da di più. Ma la mamma può poter credere davvero di dover rinunciare a se stessa, in tutto.

Dopo l’arrivo di Giulio il tempo per me è diminuito ancor di più. Faticavo a ritagliarlo, spesso dimenticavo anche di richiederlo. Ho iniziato a pensare a me sempre meno.

Si, tutto questo può accadere davvero. Ma se nel mondo di una mamma e nella sua testa ormai non c’è più tempo per se stessa, arriva un momento in cui si cede, si arriva.

I figli sono tutto, l’amore per loro è immenso, ma nessuno può vivere senza sogni, senza occuparsi anche di sé stesso. Perché la famiglia è importante e viene sempre prima, ma lo siamo anche noi. Ed io questo l’ho scoperto a poco a poco, piano piano. Sentivo dentro me il bisogno di amarmi di più. Di credere di nuovo in me. Di cercare di ritagliare il tempo per me stessa. Adesso non sono bravissima, ma sto imparando. Sto imparando a curare di più la mia persona e ad usare i miei doni. A mettere in gioco ciò che so fare, ciò che ho dentro, ciò che ho da dare!

Lo so che spesso la stanchezza ci porta a lasciar perdere. Che la sera arriviamo distrutte e spesso lo siamo già durante il giorno. Ma non facciamo l’errore di dimenticarci di noi!

Prendiamocene cura! Soprattutto, non dimentichiamo mai di provarci!

Non solo fisicamente, ma anche nei nostri sogni, nei nostri progetti!

Capiterà di non riuscire, ma se continueremo e non molleremo andrà meglio.

E se ne abbiamo bisogno e ci è possibile cerchiamo aiuto. Noi mamme possiamo tutto, ma siamo umane! Non tiriamoci indietro se capiamo di aver bisogno di chiedere! È importante e giusto!

Io mi rendo conto, di quanto sia più facile, nonostante la stanchezza, prendermi cura di tutto se sono riuscita a pensare un pochino anche a me. Fa bene al mio corpo, fa bene alla mia anima. Mi rigenera in tutti i sensi!

E penso sia anche un qualcosa di bello e profondo da insegnare ai nostri bambini che ci guardano, che ci osservano e che ci imitano!

Doniamoci e amiamoli al massimo come sappiamo fare, ma ricordiamoci sempre di noi.

Ricordiamo che una mamma che si ama ed è serena riesce a coinvolgere i bambini e tutta la sua famiglia nella sua serenità. Perché se i bambini sono il nostro specchio noi dobbiamo dar loro il giusto esempio! E io penso che nessuna di noi vorrebbe che un giorno i nostri figli si trascurino!

Lo so che a volte è difficile e quasi impossibile. Soprattutto quando i bambini sono piccoli… Ma cerchiamo sempre di provarci, per noi per loro. Magari non riusciremo ma il giorno dopo riproviamoci!

Loro verranno sempre prima di tutto e di qualsiasi cosa, ma non dimentichiamoci ma di noi. Mai!

Anche noi siamo importanti.

È amando di più noi stesse che riusciremo a trovare la chiave per la felicità.

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